Castelli in Val d’Aosta (Fenis e Issogne)
Ieri è scattato il primo giro in moto tra amici di questa fantastica estate 2008
Le nostre ambizioni diciamo che si sono un po’ ridimensionate, all’inizio volevamo fare due giorni via, alla fine ci siamo ridotti a fare mezza giornata.
Quale meta migliore in queste afose giornate che andare in montagna a prendere un po di fresco, e perchè no, a visitate qualche cosa di interesse storico?
La meta è la val d’Aosta (a circa un ora in moto da dove abitiamo) e mio amico Giuseppe suggerisce di vedere qualche castello, la mia ragazza, all’inizio poco entusiasta del giro in moto in se, si risveglia di colpo con una luce di felicità negli occhi, per lei visitare castelli, chiese e tutte quelle robe è una cosa irrinunciabile quando si va in giro.
Durante il party per il compleanno del mio amico motociclista ci si mette daccordo sugli orari e sulle modalità. Si parte dopo pranzo in modo da potercisi rilassare un po la mattina (ce la prendiamo comoda è!!)
Alle tredici e trena siamo al benzinaio di “Città Mercato” come ci piace chiamarlo a noi nostalgici un tempo che fù. Riempiamo i serbatoi dei nostri bolidi(per chi non lo sapesse ho una Honda Hornet 600 del 2005 ed il mio amico ha una MotoGuzzi Breva 750) e si parte: 4 persone, 4 ruote, una meta, il castello di Fenis.
La strada scorre tranquilla si mantiene un’andatura tra i 110 e i 130, da veri mototuristi che vogliono apprezzare il paesaggio. La mia zavorrina lo apprezza talmente tanto che le prende un abbiocco insostenibile…e si addormenta!!! Ma si addormenta con una tecnica, mette le mani nelle tasche del mio giubbotto e in questo moto è convinta di essere ancorata senza problemi. Ad un certo punto sento il suo casco che appoggia sulla schiena, sempre più pesante. Mi ritrovo in autostrada in discesa a dover reggere sulle braccia non solo il mio peso ma anche quello di una persona in coma irreversibile!!! A questo punto busso dietro, e per fortuna si riprente e fino alla sosta caffè nella successiva area di servizio mantiene un contegno
Dall’area di servizio mancano solo 10 km alla meta, anche se siamo in montagna fa caldo ma una brezza ci accarezza il volto e rende la temperatura sopportabile. Saltiamo in sella e sfrecciamo per questo ultimo tratto. Parcheggiamo sulla strada e saliamo su per il vicolo fino all’ingresso del fantastico castello, che sembra proprio quello delle fiabe, dove la principessa è chiusa nella torre e dev’essere salvata da un prode cavalliere.
Facciamo il biglietto, peraltro economico (5 eurozzi a cranio) e attendiamo l’ora di ingresso con visita guidata. Le stanze all’interno sono abbastanza spoglie,un po buie e lugubri, vale più la pena fare un giro intorno alle mura, ma in ogni caso la guida ripercorre tutta la storia del castello dal XIII secolo quando è stato costruito, ad oggi. Ne vale la pena!
Usciamo e ci accorgiamo che sono solo le 16 e qualcosa, dopo la consueta “pausa siga” (che riguarda solo le donne) decidiamo di visitare un castello che si trova un po più giù per la valle, ci avviamo quindi facendo statale, e apprezzando ancora di più i magnifici paesaggi della Val d’Aosta. Si sta bene accarezzando le curve con calma e facendoci sorpassare dagli smanettoni coi vari R1 e BMW (senza necessità di cavalletto!)
Il castello di Issogne si presena molto più anonimo e meno “fiabesco” all’esterno ma la visita all’interno fa apprezzare affreschi, giardini, fontane e stanza soprendenti. Una caratteristica che io sinceramente non avevo mai visto prima sono i graffiti. Uno dice “si, le scolaresche di marmocchi sono arrivati e hanno graffiato gli affreschi dei muri scrivendo frasi del tipo <amo Jessicah> o <faccio pompini 349…> o ancora <se te becco te spaccio>. Invece no, qui gli ospiti illustri che hanno visitato il castello gia dal 1400 erano tenuti a scrivere una frase nella loro lingua direttamente su uno degli affreschi giu in giardino o anche nelle stanze del castello.
Altre cose degne di nota sono l’affresco nel cortile, coi soldati e la rastrelliera di armi alle loro spalle, che è poi uguale ad una vera rastrelliera di armi all’interno del castello, e la fontana a forma di melograno, scopiazzata anche a Torino nel castello fake del valentino.
Che si fa, mi mu ma, ci scappa la pizzetta. Da Pont San Martin riprendiamo l’autostrada che adesso è lievemente più trafficata, e ci porta verso la amata tangenziale di Torino.
La pizza a Rivoli nella “Grotta degli Elfi” soddisfa anche se accusiamo la stanchezza, ma più che altro la piattezza dell’aria in pianura rispetto alla piacevole brezza valdostana.
Rifacciamo il pieno sempre a Città Mercato, il mio amico previdente (che aveva azzerato il trip) ci comunica che abbiamo percorso 247 km circa.
Avendo messo 12 litri di benza i consumi si attestano sui 20 km/l, direi niente male considerando la sportività del motore. La Breva ha consumato ancora meno, grazie all’iniezione elettronica e ad un motore fatto per girare “più in basso”. Siamo comunque tutti fieri dei nostri mezzi e ce ne troniamo a casa per un sonno ristoratore.

Bella queste nuova veste grafica del blog, molto professional! Ho già aggiornato il link che c’era sul mio sito!
Abituato a visitare due parchi nazionali americani in un giorno solo, questa gita dei castelli sarà stata una passeggiata!
Fabry said this on August 5, 2008 at 12:34 pm